Cambiare volto alla casa e renderla ecofriendly

Al giorno d’oggi siamo più consapevoli dell’importanza di avere uno stile di vita che rispetti e aiuti a preservare il nostro pianeta. Questa filosofia si ripercuote in tutti gli aspetti della nostra vita, dalla selezione di quello che mangiamo ai vestiti che compriamo. Dato che controlliamo con più attenzione da dove proviene il cibo che compriamo e come è stato prodotto, perché non dovremmo farlo anche con l’arredamento della nostra casa?

Grazie al design sostenibile ci sono attualmente molte soluzioni che ci permettono di arredare la casa in maniera eco-friendly, senza rinunciare al proprio gusto personale e spendere una cifra esagerata.
In primo luogo, qualora possibile, bisogna partire dalla progettazione degli ambienti, considerando come suddividere le stanze in modo da ridurre gli sprechi energetici.

Da considerare anche l’esposizione, che dovrebbe essere concepita in modo da sfruttare il più possibile la luce naturale riducendo il consumo di elettricità. È possibile anche installare un impianto fotovoltaico, magari con un sistema di accumulo, per produrre autonomamente l’energia necessaria alla propria famiglia.

 

 

Come devono essere dei mobili ecofriendly?

Come detto precedentemente, l’arredamento propone ora una grande varietà di soluzioni, che rendono possibile arredare senza rinunciare al design e al gusto. Si tratta solamente di scegliere con consapevolezza.
Le parole chiave in questo caso sono: riduzione, riciclo, riutilizzo e recupero.
C’è una grande varietà di mobili realizzati con materiali naturali ricavati responsabilmente, se possibile a km0. Per il legno, ci sono molte foreste rimboscate ottenute attraverso tagli programmati. Questo avviene secondo i criteri stabiliti dal Forest Stweardship Council, l’organo internazionale che controlla che non venga compromessa la capacità della foresta di rigenerarsi.

 

 
I mobili devono essere prodotti di qualità, pensati per durare nel tempo, allungando la vita del prodotto si ottiene una riduzione importante di rifiuti sul lungo termine.
Sono da preferire mobili smontabili con facilità e imballaggi ridotti al minimo, con un utilizzo di viti e parti metalliche, che con il tempo tendono ad usurarsi inevitabilmente, rendendo le giunzioni più fragili.
L’arredamento deve potersi trasformare a seconda degli spazi in cui viene inserito. Per questo la soluzione migliore è l’utilizzo di elementi modulari, smontabili tante volte senza che vengano compromessi gli incastri. Anche il noto marchio svedese, Ikea, si sta muovendo in questa direzione con mobili che si monteranno “come un puzzle”, un enorme passo in avanti per la sostenibilità, in quanto potranno essere riassemblati più volte senza perdere la loro integrità strutturale.
 

Come distinguere quei prodotti che davvero rispettano l’ambiente?

In particolare in merito alla riduzione dei rifiuti si è affermata la filosofia “dalla culla alla culla”. Questa corrente di pensiero si ispira proprio alla natura: prodotti solidi, belli e che possano continuamente rigenerarsi in qualcosa di nuovo, all’interno di cicli industriali ad anello chiuso, senza essere riciclati in un impiego di basso grado come avviene ora. Un chiaro esempio è la frazione organica composta da frutta, verdura e sfalci da giardini che viene termovalorizzata o trasformata in compost, quando in realtà potrebbe fornire prodotti di qualità per l’industria chimica e farmaceutica.
È stato creato anche un protocollo di certificazione C2C, ovvero “cradle to cradle” (dalla culla alla culla) che utilizza 5 parametri principali:

  • la salute del materiale;
  • l’economia circolare;
  • le energie rinnovabili
  • la gestione dell’acqua;
  • l’equità sociale.

Il risultato è un prodotto realizzato pensando alla salute umana e del pianeta, con un processo di produzione sostenibile e per il riutilizzo nel futuro.
Questa filosofia è nata in Olanda, in particolare la provincia di Venlo è stata la prima al mondo ad abbracciare questi principi.

Una delle aziende che realizza mobili che seguono questi principi è, infatti, Herso, che produce tavoli con linee semplici e moderne. Questi sono realizzati con colle naturali e senza VOC, ma soprattutto fatti in modo tale che si possano riutilizzare e reinserire nel mercato.

 

 
Un esempio tutto italiano è dato dalla sedia TENT di Benjamin Hubert per Moroso presentata al Salone del Mobile 2017, realizzata utilizzando oltre due milioni di maglie digitali riciclabili al 100%, che permettono alla sedia di conformarsi alla forma specifica di chi la utilizza.