Dal passato ai nostri giorni: la storia delle scale a chiocciola

 

Le scale sono una struttura di cui tutti sono abituati a servirsi nella quotidianità quando si rende necessario raggiungere il piano superiore o inferiore di un edificio. Tra i modelli più suggestivi in circolazione ci sono le scale a chiocciola, la cui forma circolare le rende belle da vedere per molti, ma vertiginose per alcuni, che addirittura fanno fatica a percorrerle senza provare qualche capogiro percorrendo le più strette.

Ciò che caratterizza la scala a chiocciola, oltre alla conformazione, è la presenza di un’asse verticale centrale, denominato piantone, attorno al quale si snodano i gradini. Le chiocciole possono essere destrorse o orarie (la mano sinistra si appoggia al corrimano) e sinistrorse o antiorarie (la scala gira verso sinistra salendo ed è la mano destra che si appoggia).

La particolarità di questa tipologia di scala ha conquistato numerosi architetti che, dopo il Medioevo, hanno deciso di renderla un elemento stilistico di un certo pregio, fino ad arrivare a inserirla nelle abitazioni private.

Foto di Axel Vandenhirtz da Pexels

La nascita della scala a chiocciola

Quando si comincia a parlare di scale a chiocciola? Si stima che addirittura 3000 anni fa esistesse questo concetto, anche la sua popolarità è cresciuta nel corso del Medioevo, in quanto si trattava di un elemento architettonico estremamente funzionale alla protezione di chi viveva all’interno dei castelli. È proprio in questi edifici che cominciano a essere costruite, così da impedire il passaggio di un numero considerevole di nemici in maniera simultanea. Grazie alla loro conformazione, potevano essere piazzate anche in torrioni molto stretti, permettendo ai soldati e agli abitanti del bastione di raggiungerne i punti più alti. Da struttura di servizio quale fu al principio, passò per essere una vera e propria scala di rappresentanza durante il Rinascimento, grazie all’ingegno e all’estro posseduti dagli architetti dell’epoca, che seppero valorizzarne con maestria la forma, facendola diventare un’opera d’arte a tutti gli effetti. Nonostante ormai i castelli facciano parte di un lontano passato, le scale a chiocciola continuano a essere inserite dell’immaginario fiabesco a loro associato, ed è forse questa una delle tante ragioni per cui vengono ampiamente sfruttate ancora oggi nelle case moderne, perché c’è il bisogno di portarci all’interno un po’ di magia.

Dal passato ai nostri giorni: la storia delle scale a chiocciola

La praticità è da sempre il punto di forza di questa struttura: l’ingombro della scala a chiocciola è infatti minimo, presentandosi come un’ottima soluzione salva spazio. Vista al giorno d’oggi la presenza numerosa di appartamenti piccoli e stretti, soprattutto nelle città, è difficile inserirvi una scala rettilinea, mentre una scala a chiocciola potrà occupare anche gli angoli più angusti, sfruttando al meglio le superfici che si hanno a disposizione. A differenza di quanto avveniva nel Medioevo però, è necessario rispettare specifiche norme che indicano la forma e le dimensioni corrette che questa struttura dovrà assumere, anche per non comprometterne la funzionalità. Le scale a chiocciola moderne evidenziano il loro essere al passo coi tempi attraverso i materiali con cui vengono realizzate. Il ferro è tra i più richiesti, perché ben si sposa con lo stile industriale adottato di frequente nelle case attuali. Anche il vetro ha fatto breccia nei consumatori, soprattutto per il senso di leggerezza che emana, provocando un sicuro effetto scenico. La sua luminosità saprà inoltre esaltare gli spazi poco luminosi, conferendogli un tocco di bellezza in più.

Dal passato ai nostri giorni: la storia delle scale a chiocciola

In Italia o in giro per il mondo non è raro imbattersi in qualche scala a chiocciola, soprattutto all’interno di edifici architettonici suggestivi. Nel Belpaese la scala a chiocciola più famosa è senza dubbio la Scala Contarini del Bovolo, collocata nell’omonimo palazzo a Venezia. Divenuta famosa per le sue dimensioni, era infatti inusuale trovare una scala a chiocciola così grande all’epoca, è chiama “bovolo” proprio in virtù della sua forma a spirale, perché in veneziano “bovolo” significava chiocciola. Mattoni e pietra d’Istria sono i materiali di cui si compone la costruzione, percorsa da logge e archi lungo tutta la sua altezza, fino a raggiungere un belvedere a cupola che consente di godere una vista meravigliosa della città. Una scala da mozzare il fiato è quella dell’Abbazia di Melk in Austria, ubicata all’interno della biblioteca. Ciò che colpisce di questo pezzo d’arte sono i dipinti realizzati a mano sui gradini in pietra, oltre alla balaustra in ferro in stile Roccocò.

Spostandosi in un contesto naturale, in Cina è stata installata sui monti Taihang una scala a chiocciola alta 90 metri, costruita per far provare ai turisti la stessa sensazione di pericolo sentita dagli alpinisti durante le loro spedizioni. In ambito commerciale è invece famosa la scala a chiocciola di Barneys a New York: il grande magazzino, simbolo della città, ha installato una struttura in marmo che collega i cinque piani del nuovo store realizzato in centro. Niente scale mobili, ma solo una spirale posta al centro dell’ambiente, che funge da passerella per coloro che vi si recano per fare acquisti.